Del resto qualcuno ricorda che anche Luciano Foà, figlio di Augusto, fondatore dell’Agenzia, aveva mantenuto per qualche tempo una partecipazione di minoranza in una società dell’Ali pur essendo nel frattempo diventato l’editore di Adelphi.
Cambiano i ruoli, ma la passione per il libro rimane la stessa. In Donatella Barbieri questa passione è sbocciata presto subito dopo la laurea in filosofia alla Cattolica. Primo impiego alla Fratelli Fabbri («Una formidabile scuola di editoria») […] poi a fianco del fratello che nel frattempo ha rilevato il vecchio glorioso marchio Sperling.
«Un nome mitteleuropeo, come Linder – sorride la signora dell’Ali – Erich ebreo polacco, aveva trovato rifugio in Italia sotto il nazismo. Heinrich Otto Sperling era un libraio di Stoccarda, che nel 1899 decise di aprire una filiale a Milano, in corso Venezia. Con il suo socio Richard Kupfer, vendeva libri stranieri, e faceva tradurre quelli più interessanti per il pubblico italiano. Un anno prima, nel 1898, Augusto Foà aveva fondato l’Agenzia letteraria. Due storie parallele, durate novant’anni, che ora si incrociano. Si vede che è il mio destino».
Riccardo Chiaberge
24 luglio 1989 - Stampa sera
La signora a caccia di best-seller
Sulla poltrona del mitico Erich Linder
«Io sono convinta che tutti coloro che lavorano nei libri, come me, credano nel futuro, perché il grande fascino del libro consiste proprio in questa sua dimensione futura: un libro si consegna al tempo, ai posteri», dice Donatella Barbieri.
[…] Cocca, un nomignolo che la segue dalla prima infanzia, laurea in filosofia alla Cattolica, è dall’ottobre scorso a capo dell’agenzia Linder.
[…] «Per il fatto che sia una donna, appena ho assunto questo incarico tutti venivano qui a tempestarmi di domande, a chiedere le mie impressioni senza neppure lasciarmi il tempo di rifettere, di dare uno sguardo intorno».
Oggi, dopo otto mesi sprofondata nel divano di cuoio scuro e vissuto nel suo grande ufficio dell’Ali, pareti grigie e tavolo sepolti dai libri, Donatella Barbieri è in grado, dopo essersi guardata intorno, di tracciare una panoramica del suo nuovo mestiere: «Nuovo si fa per dire dato che ho alle spalle 25 anni di lavoro nell’editoria […] Oggi posso dire di conoscere il mestiere in tutte le sue mille sfaccettature: esperienza che mi sarà molto utile. Questi stessi editori che oggi sono nostri clienti, ieri erano miei colleghi».
Anche se il cammino che l’attende non è facile: l’eredità del nome Linder è pesante, con lui l’Ali era diventata una delle agenzie letterarie più importanti del mondo. E Donatella Barbieri coi suoi modi molto perbene appare molto diversa delle agguerrite concorrenti.
[…] Ma nella sua voce educata e sussurante non si coglie mai una perplessità, mai una smagliatura.
E s’intuisce abbia idee chiare e precise, specie per quanto riguarda le doti di un buon agente letterario: «Prima di tutto la correttezza assoluta, l’agente rappresenta gli interessi dei suoi clienti. Poi la curiosità, cioè un’attenzione sempre viva per quello che succede nel mercato editoriale. Quindi una professionalità che si costruisce anche sotto forma di rapporti con le persone. Infine una competenza editoriale: vale a dire conoscenza del mestiere e dei suoi meccanismi».
[…] L’Ali, al terzo piano di Palazzo Borromeo, a pochi passi da piazza della Scala venne fondata nel 1898 da Augusto Foà, uomo di grande cultura, Erich Linder vi entrò subito dopo la guerra imprimendovi la zampata decisiva.