Non andava bene. Linder aveva capito per primo l’importanza di aprire in Italia un mercato del libro più ampio di quello esistente, facendo tuttavia sempre in modo che il libro di letteratura continuasse ad essere un libro di letteratura e un libro di evasione un libro di evasione.

Virginia Visani



17 settembre 1988 - Corriere della Sera

Nostra signora dei best-seller

Dalla parete di fronte, il vecchio Linder guarda un po’ accigliato con quella sua aria da sfinge mitteleuropea. Accanto a lui, un’Elsa Morante ancor giovane sorride appena, seduta ai piedi di una scala, foulard in testa e ombrellino (sul bordo della fotografia la dedica: «a Linder con amicizia, Elsa»). Più in là ecco Sciascia, severo e silenzioso, e Quarantotti Gambini a passeggio in Riva degli Schiavoni, con Palazzo Ducale sullo sfondo. Su tutti incombe, come un simbolo inquietante, un gigantesco bulldogaccucciato in una metafisica piazza del Duomo: la firma nell’angolo in basso a destra, facile da indovinare, è quella di Dino Buzzati.

Siamo nella stanza di comando dell’Agenzia Letteraria Internazionale, al terzo piano del Palazzo Borromeo di via Manzoni, nel centro di Milano. Da due giorni, sulla poltrona che fu di Erich Linder, per un trentennio il più potente e temuto arbitro del libro in Italia, siede una deliziosa signora bruna in tailleur. È Donatella Barbieri, Cocca per gli amici, poco più che quarantenne, fino all’altro ieri direttrice […] della Sperling & Kupfer-Frassinelli, la casa editrice del fratello Tiziano. Dennis Linder, che dopo la morte del padre, nel marzo dell’83 aveva preso le redini dell’agenzia, le ha venduto la sua quota di maggioranza (66 per cento), dopo una breve trattativa condotta in gran segreto nell’afa di agosto: ha avuto dei problemi di salute, e non se la sentiva di continuare, anche se manterrà un rapporto di consulenza.

Nei salotti dell’editoria milanese, la notizia del passagio di mano ha provocato sussurri e grida […], perché l’Ali era un boccone che faceva gola a molti. Con migliaia di autori in portafoglio, tra cui numerosi premi Nobel […] e un flusso di diecimila titoli l’anno (duecento la settimana), l’ufficio di Palazzo Borromeo è il più importante e trafficato crocevia del libro in Italia.

«Brava Cocca – è il commento a caldo della signora Inge Feltrinelli – sono contentissima che ce l’abbia fatta. Lo dico sempre che i migliori agenti letterari sono donne » […]

Timida e forse un po’ impaurita dal compito che l’attende, Donatella Barbieri si schermisce: «Non è una questione di sesso, ma di professionalità. Dennis ha scelto me perché ho un’esperienza di vent’anni in campo editoriale, e una conoscenza approfondita dei meccanismi commerciali. È questo bagaglio che porto all’agenzia. Per il resto, tutto qui dentro resta come prima. Cercherò di rendere il lavoro più agile, più scattante, nell’interesse dei nostri clienti. Ma la tradizione di Linder non si tocca».

L’agente è un intermediario tra autore ed editore. Deve cercare di piazzare il libro alle migliori condizioni e nella sede più appropriata […] Il fatto di chiamarsi Barbieri, e di avere portato fino a ieri la maglietta Sperling & Kupfer, non potrebbe far nascere un sospetto di partigianeria?

«Neanche per sogno: sarebbe assurdo investire una somma consistente soltanto per avere qualche titolo o qualche autore in più – taglia corto Donatella Barbieri – non siamo noi, ma gli editori a scegliere un libro piuttosto che un altro. E comunque, se facessi dei favoritismi, andrei contro gli interessi dell’agenzia che perderebbe credibilità e clienti».