Per adesso l’arrivo di Chiara Boroli non si tradurrà in qualcosa di operativo: «Il mio ruolo – ha detto – è di supporto a Donatella, che continuerà a mantenere i rapporti con gli autori e gli editori». Di certo, nella nuova ottica dell’agenzia ci sarà la ricerca di autori («Finora abbiamo aspettato che fossero gli scrittori a contattarci – ha spiegato Barbieri – ora cercheremo di uscire dal nostro isolamento») ma anche l’apertura verso mercati nuovi come l’Est europeo e il mondo arabo ma, soprattutto, si consoliderà il business attraente della gestione dei diritti secondari dei libri e cioè i diritti cinematografici, digitali, le coedizioni in allegato ai giornali. Insomma il patrimonio di contratti dell’agenzia non è per niente un monumento. È un albero che può dare ancora molti frutti.
Stefano Salis