
Augusto Foà nasce a Torino nel 1877 da una famiglia piemontese di origini ebraiche.
Grande appassionato di letteratura, compiuti gli studi trova lavoro come correttore di bozze presso la UTET. La sera studia lingue e frequenta un piccolo cenacolo di amici letterati. Comincia così a tradurre romanzi da pubblicare in appendice ai giornali. Da questo lavoro nasce l’idea di fondare l’Ali, Agenzia Letteraria Internazionale, sull’esempio delle nascenti agenzie inglesi. È il 1898.
Nel 1900 si trasferisce a Milano per lavorare in una società che gestiva reti telefoniche, così da garantirsi una discreta tranquillità economica mentre riserva all’Ali tutto il suo tempo libero. Foà compera i diritti all’estero, traduce personalmente i testi da tedesco, inglese e francese e li rivende a giornali e riviste.
Non manca neppure una piccola produzione autografa: un libro di novelle pubblicate nel 1901 con il titolo Dal Mare: novelle e bozzetti e una serie di studi di letteratura tedesca pubblicati nel 1904.
Negli anni successivi Augusto Foà si fa promotore di un’altra iniziativa, non meno innovativa dell’Ali ma destinata a minor successo: la fondazione di una casa di produzione cinematografica che, a dispetto del nome, Fortuna Film, fallisce subito dopo la realizzazione della prima pellicola, I Cancelli dell’Eden.
Carattere indipendente e determinato, nel 1914 sposa una ragazza che non appartiene alla comunità ebraica, Emma Agnelli e nel 1915 nasce Luciano, l’unico figlio della coppia.Qualche anno più tardi, nel 1918, Augusto decide di ampliare il lavoro dell’Ali, rappresentando e vendendo i diritti di autori come P. G. Wodehouse, Aldous Huxley e Georges Simenon (per il quale nutre una grande passione) per la pubblicazione in volume oltre che in appendice.
Tornato a Torino nel 1923 per assumere la direzione di una nuova società di telefoni, nel 1930 si trasferisce definitivamente a Milano.
Il 1933 segna l’ingresso all’Ali del figlio Luciano, e il suo progressivo coinvolgimento nello sviluppo dell’agenzia che verrà poi bruscamente interrotto dalla guerra. Nel 1942, in seguito ai bombardamenti, i Foà lasciano Milano per Ivrea, dove lavorano con Adriano Olivetti al progetto di una nuova casa editrice, la Nuova Edizioni Ivrea, e da qui nel 1943 fuggono in Svizzera dove passano un anno in un campo di lavoro, prima di ottenere la libertà vigilata. Solo la moglie Emma, non raggiunta dalle leggi razziali, resta in Italia, poco lontana dal confine svizzero, a Viggiù.
Finita la guerra Augusto, molto provato dagli eventi, muore improvvisamente durante una vacanza a Merano, nel 1948.