Benché molto ridotta, negli ultimi anni del conflitto l’attività dell’agenzia non si arresta ma continua da Viggiù, vicino a Varese, dove si trova la moglie di Augusto.
A partire dagli anni Quaranta inizia anche l’attività di rappresentanza degli autori italiani che vede tra i primi Dino Buzzati e Pier Antonio Quarantotti Gambini cui seguiranno fra gli altri, nell’immediato dopoguerra, Romano Bilenchi, Oreste Del Buono, Giuseppe Patroni Griffi, Giuseppe Berto ed Elsa Morante, autori ancor oggi rappresentati dall’Ali.
Finita la guerra, mentre Augusto va sempre più distaccandosi dal lavoro dell’Ali, Luciano trova un valido aiuto nel giovane Erich Linder, figura decisiva per lo sviluppo dell’agenzia. È il 1946.
Solo pochi anni dopo muore Augusto (nel 1948), Luciano accetta di lavorare per Einaudi e nel 1951 si trasferisce a Torino, affidando a Linder la gestione dell’agenzia.
In pochi anni Linder trasforma l’Ali in una delle più grandi e importanti agenzie letterarie del mondo con una scuderia di migliaia di autori italiani e stranieri.
Per ospitare una struttura in continua crescita nel 1978 l’Ali si trasferisce in via Manzoni 41 dove Linder lavora indefessamente, sempre attento a conciliare creatività letteraria ed esigenze commerciali; segue personalmente i suoi numerosissimi autori e tiene rapporti diretti con tutti gli editori, arbitro per trent’anni della scena editoriale italiana fino alla morte improvvisa nel 1983, a soli 59 anni.
Gli subentra il figlio Dennis che nel 1988 cede l’agenzia a Donatella Barbieri, già presidente di Frassinelli e direttore generale di Sperling & Kupfer che lascia le case editrici per rilevare l’Ali in una realtà editoriale in veloce e continua trasformazione.
La sede dell’Ali viene trasferita prima in via Fratelli Gabba 3 (per una curiosa coincidenza, a fianco del palazzo che aveva ospitato l’agenzia nei primi anni di guerra) e poi nella sede attuale, in via Valpetrosa 1, dove aveva già trovato spazio il monumentale archivio dell’agenzia, con migliaia di contratti nei quali è scritta buona parte della storia dell’editoria e della cultura del Novecento.
Il 2008, anno che ha visto l’Agenzia Letteraria Internazionale tagliare il traguardo dei 110 anni di attività, ha segnato un nuovo cambiamento nella storia dell’agenzia con l’ingresso societario di Chiara Boroli, discendente da una famiglia di lunga tradizione editoriale, profonda conoscitrice del mondo dei libri e grande appassionata di letteratura.
Una partecipazione che crea un forte sodalizio con Donatella Barbieri a garanzia del futuro, nel solco e con lo stile della tradizione.