25 luglio 2008 - la Repubblica
Due signore per l’editoria
Nell’Ali, accanto a Donatella Barbieri, entra Chiara Boroli
A centodieci anni è naturale pensare al futuro. L’Agenzia Letteraria Internazionale, creata nel 1898 da Augusto Foà e da allora diventata uno dei protagonisti meno visibili ma più costanti della cultura italiana (prima sotto la guida del figlio del fondatore Luciano e del leggendario Erich Linder, poi negli ultimi anni di Donatella Barbieri), il proprio l’ha trovato nel patto di due signore dell’editoria di generazioni diverse. A fianco di Donatella Barbieri, che mantiene il 35 per cento e la direzione, entra acquisendo il restante 65 per cento Chiara Boroli, figlia e nipote di editori (rispettivamente Adolfo e Achille Boroli di De Agostini).
Non lascerà le cariche del gruppo di famiglia (è direttore relazioni esterne e segretario della Fondazione De Agostini), ma spiega che l’ingresso nell’Ali è una scelta personale, insomma idea e soldi suoi. Niente conflitto: nello scorso bilancio le attività extra-editoriali di De Agostini (Lottomatica e altro) hanno superato i libri e nel catalogo non c’è narrativa.
Mentre il lavoro dell’Ali è e resterà quello delicato di rappresentare i diritti degli autori alla pubblicazione, ma anche aiutare i libri a nascere, importarli dall’estero ed esportarli nelle altre lingue. Il mestiere dell’agente editoriale in Italia i Foà e Linder lo hanno inventato e l’Ali lo ha mantenuto intatto, mentre in giro per il mondo si trasformava: in Francia in fenomeno di nicchia, in Gran Bretagna e USA in professione da avvocati aggressivi alla Andrew Wyley, l’uomo degli anticipi vertiginosi per best seller di qualità.
Negli archivi riservatissimi dell’Ali a Milano, c’è la storia scritta in percentuali ma anche in consigli, proposte, accoglienze e rifiuti di 200 autori italiani […] e la storia dell’arrivo in Italia di migliaia di stranieri da Forster, Pound, Salinger, Bukowski ai contemporanei. Amiche da prima e ora sodali, Barbieri e Boroli scommettono che la lista si può allungare, e l’agenzia dotarsi perfino di un sito Internet, senza tradire lo spirito da confidente, alleato, primo lettore ideale e protettore: «Qui gli autori si sentono a casa».
Maurizio Bono
25 luglio 2008 - Corriere della sera
Chiara e Donatella, rilancio dell’Ali al femminile
La Boroli ha acquistato il 65 per cento dell’Agenzia letteraria. La guida rimarrà alla Barbieri
L’editoria italiana parla sempre di più al femminile. Nel cuore medievale di Milano, a due passi da piazza San Sepolcro, ieri Chiara Boroli ha annunciato di aver acquisito il 65 per cento della più prestigiosa agenzia letteraria italiana, la mitica Ali (Agenzia Letteraria Internazionale). La guida dell’agenzia, con il 35 per cento della proprietà, rimarrà nelle mani di Donatella Barbieri, che nel 1988 l’aveva rilevata dal figlio di Erich Linder, Dennis.
Era naturale che, trattandosi dell’Ali, l’annuncio di questo connubio andasse di pari passo con i riferimenti storici della più antica scuderia letteraria creata nel 1898 da Augusto Foà, padre di Luciano, il fondatore di Adelphi, che avrebbe assunto nel 1947 Erich Linder, il quale ne avrebbe decretato il successo definitivo […]