settembre 1988 - Anna
Una donna che seduce gli scrittori
Donatella Barbieri ha assunto da poco la guida di una delle più importanti agenzie letterarie del mondo, L’Ali. Dopo oltre vent’anni spesi nell’editoria, l’ex direttore generale della Speriling & Kupfer affronta con rinnovato entusiasmo questa nuova avventura professionale. «Sono passata» dice «dall’altra parte della scrivania».
«Mettetemi piccola piccola» chiede con la voce sommessa dei timidi, alludendo alla foto che lei non vorrebbe concedere. «Quando si è agli inizi di un lavoro è bene non fare troppo chiasso», spiega. «Prima di tutto bisogna dimostrare di essere all’altezza». Che «sia all’altezza», il suo curriculum lo testimonia ampiamente. Donatella Barbieri, età «oltre i quaranta» come lei stessa non vuole precisare, si occupa da oltre vent’anni di editoria. […] laureata in filosofia, ha incominciato molto presto a flirtare con quello che lei definisce il suo amore più grande: i libri. Dalla Fabbri Editori («quella dei Fratelli Fabbri») degli anni ’60 è passata negli anni ’70 alla Speriling & Kupfer dove è rimasta sino a due settimane fa, percorrendo tutte le tappe della carriera fino a diventarne il direttore generale. Due settimane fa, il grande salto: avendo acquistato la quota azionaria di maggioranza dell’Ali (Agenzia Letteraria Internazionale), Donatella Barbieri ricopre l’incarico che fu un tempo del mitico Erich Linder. Infatti il direttore successore di Linder, il figlio Dennis, è costretto da seri problemi di salute a retrocedere dal ruolo di maggiore azionista e quindi dalla guida dell’azienda.
In che cosa cambia il suo lavoro?
Passo dall’altra parte della scrivania. Da editore divento agente. L’agenzia ha come clienti gli scrittori, gli editori e gli agenti. Li rappresenta sia in Italia che all’estero. L’agenzia rappresenta anche scrittori, editori e agenti stranieri che vogliono vendere a un editore italiano i diritti di un libro.
La sua vita cambia?
È una grossa svolta della mia vita. Tutta la mia conoscenza ed esperienza nel campo editoriale viene messa al servizio di scrittori, editori e agenti. Per il resto qui non cambia nulla: l’Ali ha novant’anni, è una sigla molto ricca di tradizione e come tale io desidero mantenerla. Cercherò semmai di renderla più agile in quanto agenzia di servizio. L’Ali, da quel colosso che è - è infatti una delle più grandi agenzie del mondo - rimane punto di riferimento degli stranieri per l’Italia e degli italiani per l’estero.
Che cosa è un libro?
È un fatto irripetibile. Abbastanza indefinibile nella sua essenza. […] Il libro è un’illusione di eternità: serve a conservare un patrimonio umano che si affida al tempo. Come tale è a disposizione di chi nel tempo lo utilizza.
Esiste una differenza tra scrittura maschile e scrittura femminile?
Non mi piace fare questa distinzione. Ci sono scrittori bravi e scrittori meno bravi. Esistono tanti stili diversi ma non dipendono dal fatto che chi li possiede sia maschio o femmina. Il pubblico che legge è più femminile che maschile […].
Nella scelta di un libro quanto prevale in lei l’aspetto commerciale sul gusto personale?
Come agenzia io rappresento scrittori, editori e agenti. I miei gusti personali in tutto questo non entrano assolutamente. Il meccanismo è: uno scrittore viene da me con il suo libro, io me ne occupo e rappresento lui e il suo libro […].
È stato sempre così?
Vorrei qui ricordare una frase molto importante di quell’uomo straordinario, irripetibile, che è stato Erich Linder: «I libri si devono vendere come dentifrici». Questo non significa sminuire la loro identità, anzi. Significa valorizzarli. Linder aveva una specie di test a cui sottoponeva chi voleva venire a lavorare con lui: se nelle prime tre frasi costui nominava la parola «cultura» veniva subito eliminato.