Erich Linder nasce nel 1924 a Leopoli, in Galizia, figlio di un ebreo rumeno, Michael, e di una polacca askenazita, Reizel Nacht.

Trascorsa l’infanzia a Vienna, nel 1934 è a Milano dove il padre apre un piccolo negozio di confezioni; pochi anni dopo, però, colpito dalle leggi razziali, è costretto cessare l’attività e nel 1940 viene deportato nel campo di concentramento di Ferramonti, in Calabria (vi resterà fino al 1943).

Erich comincia così a lavorare giovanissimo; mentre ancora frequenta la scuola ebraica di via Eupili, la sera traduce classici della letteratura tedesca, che pubblica presso l’editore Alberto Corticelli nascosto dietro lo pseudonimo di Aldo R. Gerrini. Sempre in cerca di traduzioni, all’inizio degli anni Quaranta si rivolge all’Ali, l’Agenzia Letteraria Internazionale di Augusto e Luciano Foà.

È Luciano a coinvolgerlo nell’impresa editoriale di Adriano Olivetti e a chiamarlo a Ivrea, nel 1943, come redattore delle Nuove Edizioni Ivrea. Quando gli eventi dell’8 settembre pongono drammaticamente fine all’impresa, Linder tenta la fuga in Svizzera ma è respinto alla frontiera. Nell’estate del 1944 è a Roma, interprete per le forze alleate. Qui entra in contatto con la filiale romana della Bompiani per la quale cura l'acquisizione di diritti letterari in Gran Bretagna allacciando rapporti con diversi agenti.

Forte di questa esperienza al rientro a Milano, dopo la fine della guerra, viene assunto da Bompiani per gestire l’agenzia letteraria interna alla casa editrice fino al 1946 quando comincia a lavorare all’Ali anche se per qualche tempo integrerà l’impegno dell’agenzia con altre attività: diverse traduzioni, collaborazioni con la Libreria Internazionale e con l’editore scientifico Krachmalnicoff.

Nel 1948 muore Augusto Foà e quando Luciano accetta l’offerta di lavorare per Einaudi affida a Linder la gestione dell’agenzia.

Gli anni seguenti vedono il matrimonio con Mariella Villaroel e la nascita del figlio Dennis, nel 1955 e un continuo sviluppo dell’agenzia che farà di Linder il più grande agente letterario europeo.

Impeccabile conoscitore della vita del libro e di tutti i meccanismi del mercato editoriale, dotato di un grande fiuto e di un’immensa cultura, scrupoloso e di un’onestà adamantina, maestro nel trovare per ogni titolo il giusto editore, ha sempre svolto il suo ruolo cercando di contemperare gli interessi di tutti, autore, editore e lettore.

Muore improvvisamente a Milano nella primavera del 1983.