È il 1898 quando Augusto Foà fonda a Torino l’Ali, Agenzia Letteraria Internazionale.

Foà ha solo ventun anni e una grande passione per i libri: scrive novelle, pubblica studi di letteratura tedesca, collabora come traduttore con UTET.

È stata questa conoscenza del mondo editoriale, unita a una notevole capacità di intuizione, a fargli cogliere le novità che vengono dai paesi anglosassoni dove proprio alla fine dell’Ottocento aveva cominciato a delinearsi la figura dell’agente letterario.

Prima - e per molto tempo unica in Italia - l’Ali tratta con agenti ed editori stranieri dai quali acquista i diritti soprattutto di romanzi d’avventura da pubblicare, come era allora consuetudine, in appendice ai giornali; i primi clienti sono giornali locali, ma negli anni seguenti collabora con testate di più vasta tiratura: ”Illustrazione del Popolo”, “Tribuna illustrata”, “Il Secolo”, “Film”, “il Giornale d’Italia”, “Cerchio Verde”, “La Domenica del Corriere” … anche se è il “Corriere della Sera”, con il suo periodico “Romanzo Mensile”, l’interlocutore privilegiato di Foà.

Anche la rosa degli scrittori si allarga a comprendere altri generi letterari: dai gialli alla fantascienza, dalla letteratura umoristica alla saggistica con autori come Arthur Conan Doyle, H.G.Wells, Aldous Huxley, Jerome K. Jerome, P.G. Wodehouse, o il premio Nobel Rudyard Kipling.

Nel frattempo l’Ali ha cambiato più volte sede: trasferita a Milano all’inizio del Novecento, ritornata a Torino nel 1923, dal 1930 è definitivamente a Milano: prima in via Quintino Sella 2 poi, dal 1933, in Corso del Littorio 3 (oggi corso Matteotti) dove l’agenzia, di dimensioni ancora estremamente artigianali, è ospitata presso la sartoria del cognato di Foà, Sante Agnelli.

Nonostante la struttura ridotta, tuttavia, Foà ha creato una fitta rete di corrispondenti, grazie anche ai suoi frequenti viaggi all’estero e può vantare in particolare rapporti a Londra con Heat&Company, Robert Sommerville e James Pinker, il maggiore agente letterario dell’epoca, a Parigi con Maurice Dekobra e Denyse Clairouin, e corrispondenti a Vienna, Madrid, Berlino, New York, Amsterdam.

A partire dal 1933 ad Augusto si affianca il figlio Luciano allora giovanissimo, animato da un’uguale passione per i libri, raffinato traduttore e sensibile lettore, con un innato talento per lo scouting.

Cresce l’attività dell’agenzia e si sviluppano i rapporti con gli editori ai quali l’Ali offre di pubblicare gli scrittori stranieri fino al 1938, quando le leggi razziali limiteranno fortemente il numero di autori e opere ammessi dalla censura. Molto intensi i rapporti con Mondadori ma anche con Dall’Oglio, Bompiani, Salani, Frassinelli, Marzocco, Editoriale Domus e con molte case editrici oggi scomparse, come Ceresini, Carabba, Monanni, Editrice Popolare Milanese, Casa Edizioni X, Edizioni della Quercia…

Nel 1941 l’Ali apre una nuova sede in via Fratelli Gabba 5 ma i bombardamenti dell’anno successivo costringono i Foà a lasciare Milano per Ivrea, dove lavorano con Adriano Olivetti al progetto di una nuova casa editrice, la Nuova Editrice Ivrea fino al 1943, quando è Adriano Olivetti a organizzare la loro fuga in Svizzera.